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| CITAZIONE (gulbie @ 2/11/2009, 22:36) Tutto Shakespeare, minuto per minuto direi, qualsiasi edizione va bene!(va da sé che il nostro sa tutti i sonetti a memoria - cioè, tutti non so, ma il 30, 116 e 119 sicuramente perché li ha recitati ad un giornalista) William Shakespeare – "Sonetto 30" Se innanzi al dolce silente pensiero chiamo il passato, di ciò che cercavo gemo l'assenza, e rinnovo le pene del caro tempo mio sprecato; in pianti
l'occhio non uso annego per amici cari nell'infinita notte avvolti della morte, e mi struggono rimosse pene d'amore e immagini svanite.
M'affliggo allora d'afflizioni antiche, e ridico di pena in pena il triste conto dei gemiti che pago ancora
come se non l'avessi già pagato. Ma se a te penso, caro, è risarcita ogni perdita, e passa la ferita.
"Sonetto 116" Non sia mai ch'io ponga impedimenti All'unione di due anime fedeli; Amore non è amore Se muta quando scopre un mutamento O tende a svanire quando l'altro s'allontana.
Oh no! Amore è un faro sempre fisso Che sovrasta la tempesta e non vacilla mai; È la stella che guida di ogni barca, Il cui valore è sconosciuto, benché nota la distanza.
Amore non è soggetto al Tempo, pur se rosee labbra E gote dovran cadere sotto la sua curva lama; Amore non muta in poche ore o settimane,
Ma impavido resiste al giorno estremo del giudizio; Se questo è un errore e mi sarà provato, Io non ho mai scritto, e nessuno ha mai amato.
"Sonetto 119" Che lacrime ho bevute di sirena, in filtri dentro come inferno luridi, mescolando speranze con paure, perdendo dove mi vedevo vincere!
Errori orrendi ha commessi il mio cuore, quando credeva d'esser più beato; gli occhi fuori dalle orbite in delirio ha stravolti la febbre furibonda.
Bene del male! Ora conosco vero che fa il male ancor migliore il meglio, e che l'amore infranto, restaurato,
cresce più bello, più forte, più grande. Così torno alla mia gioia punito, e il male rende della spesa il triplo. |
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